Progetto Lost Memories

Progetto Lost Memories

Abbandonati, dimenticati e maltrattati ma sempre lì, a ricordarci un passato immobile tra colori, i fantasmi della vita e l’assedio della natura.

Sono i luoghi del silenzio, sospesi in un passato immobile ma al contempo soggetti all’inesorabile scorrere del tempo, in cui l’assedio della natura (e spesso del degrado), hanno avuto la meglio su qualsiasi forma di civiltà.

“Lost Memories” è un progetto fotografico a lungo termine che nasce dal desiderio di raccontare la caducità delle opere umane, tra borghi abbandonati, industrie dismesse e chiese sconsacrate.

Perché anche le cose più dimenticate si ripresentano, ma quando vogliono loro.

Chi c’è dietro al progetto Lost Memories

Alessia Mancini nasce a Roma nel 1998. Nel periodo universitario si appassiona ai grandi maestri della fotografia e decide di documentarsi sulle loro vite e sui loro scatti approfondendo la natura e la maestria che c’è dietro “un semplice click”.

Decide quindi di armarsi del suo primo strumento fotografico e sperimentare il lascito degli insegnamenti letti sui libri fotografici, trovando da subito ispirazione nei grandi come Salgado, Gardin, Battaglia e nei numerosi artisti della Magnum.

E’ proprio nell’interesse per l’urbex, nato quasi casualmente, che coniuga l’amore per l’esplorazione a quello per il reportage, senza tralasciare le dovute accortezze ed cenni storici legati alla documentazione fotografica.

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Fotografa professionista, esploratrice incallita e amante della storia e delle storie che anche il rudere più anonimo può raccontare. Profilo Facebook : LINK

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