Il castello sconfitto dal terremoto

Pochi ruderi restano di quello che, nel Duecento, era uno dei borghi fortificati più importanti del centro Italia.

Custodito in un angolo dell’Appennino, a 550 metri di altezza, continua a vegliare sulla vallata sottostante con la sua fiera torre di difesa.

Non stupisce che la posizione isolata sia stata una delle cause del suo progressivo abbandono: ancora oggi per arrivarci bisogna armarsi di intuito e caparbietà. Ma il colpo di grazia a questo piccolo centro abitato, fu dato nel 1979 da una terribile scossa di magnitudo 5.9, che portò la popolazione a trasferirsi in massa nei centri vicini. Ancora oggi, nelle poche case rimaste in piedi, gli squarci di quella notte si fanno largo tra le stanze pericolanti.

Eppure, qualcuno ha avuto il coraggio di tornare. Forse per provare a dare una continuità a questo borgo sfortunato, o semplicemente per godere della quiete di un promontorio immerso nella natura. Sua l’unica casa ristrutturata del borgo. Le altre, di cui non restano che le mura, stanno gradualmente cedendo il posto alla vegetazione.

Splendidamente conservata è invece la parrocchiale del castello, uno splendido esempio di romanico che ancora oggi ospita degli splendidi affreschi del Cinquecento dai colori vividi. Restaurata intorno alla metà degli anni ’80, non è più in uso ma qualcuno ha così a cuore la sua sorte da mantenerla il più possibile in uno stato dignitoso.

Non si può dire lo stesso dell’altra chiesetta all’ingresso del paese, dedicata alla Vergine. Qui gli affreschi affiorano a fatica tra polvere e muffe. Depredata dei suoi arredi interni, non è stata risparmiata nemmeno la cripta, che ospitava un ossario medievale.

Una terza chiesa si trova invece al di fuori delle mura, a ridosso del cimitero, anche questo parzialmente in uso. Risalente al Duecento, questa chiesetta ospita un frammentario ma interessante patrimonio pittorico del XIV secolo.

Se è vero che non c’è mai stato alcun serio tentativo di recupero, va anche detto che la possibilità di rinascita di questa frazione è stata ulteriormente messa in crisi dal terremoto del 2016. Un patrimonio urbanistico e artistico che si sta dissolvendo nell’indifferenza generale.

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Fotografa professionista, esploratrice incallita e amante della storia e delle storie che anche il rudere più anonimo può raccontare. Profilo Facebook : LINK