Nel paese delle meraviglie di Alice e Nelly

Questa è la classica storia dall’incipit alla “C’era una volta”. Anche i nomi dei proprietari di questa casa, Alice e Nelly, sembrano usciti dalle pagine di un libro di favole.

La fantasia di questi due fratelli, legatissimi tra loro, si plasma sulle storie dei fratelli Grimm e di Andersen, e li porta a tagliare i contatti col mondo per dedicarsi completamente alla loro passione per l’arte. I due professori avevano talento da vendere, tanto di decidere di abbellire la loro casetta nel regno delle favole, riempiendola di disegni e statue che nascevano dalla loro fantasia.

Pur conducendo una vita ritirata senza le comodità della vita moderna, privi di elettricità, corrente e gas, Alice e Nelly non avevano bisogno di altro. Non socializzavano mai con gli abitanti della loro piccola città di campagna e mangiavano esclusivamente il cibo che cresceva nel loro giardino, allevando polli e galline. Una volta abbandonato anche il loro lavoro di professori, riuscivano a mantenersi attraverso le entrate delle vendite delle loro opere d’arte, che spesso venivano reinvestiti nell’acquisto di altri colori e vernici.

Alice muore nel 2007, per essere sepolta con indosso pelliccia e scarpe di pitone. In molti ricordano ancora il suo stile estroso: la donna cuciva a mano i vestiti che indossavano, e si racconta che non rinunciasse al vezzo di usare scarpe col tacco. Dopo la morte di Alice, Nelly abbandonerà la casa per ritirarsi in una casa di riposo, dove non smise mai di custodire le sue foto e ricordare quanto la sorella fosse importante per lui. In onore della donna, seppellita presso il cimitero comunale, Nelly realizzò una coppia di cherubini posti a guardia della cappella e un busto raffigurante Alice custodito al suo interno. Qui la raggiungerà nel 2013.

La morte non ha di certo fermato le voci sul conto dei due fratelli. Anzi, si può dire che siano diventati personaggi di una favola in prima persona. Una delle leggende più gettonate parla di un giardino incantato, attraverso il quale la coppia attirava gli incauti bambini per ucciderli e mangiarli. Si ritiene inoltre che i resti siano stati sepolti in una fossa nella parte retrostante dell’abitazione.

Il giardino ha comunque molte altre storie da raccontare. Popolato da decine di personaggi fiabeschi, ora anche piuttosto grotteschi per via delle amputazioni subite dai vandali e del materiale corroso dal tempo, racchiude tutto il mondo di Alice e Nelly. Accanto alla statua del cappellaio matto, ormai decapitato, Alice e Nelly si tengono per mano. Lo sguardo di Nelly, rivolto verso il basso, è triste e malinconico. Forse queste statue furono realizzate dal fratello dopo la dipartita della sorella, ma anche queste sono solo voci. Dietro di loro, Don Chisciotte della mancia cavalca il suo destriero, circondato da guglie, rosoni gotici e colonnati che accentuano l’atmosfera fantastica del posto.

Entrando nell’abitazione, non si può non restare sbalorditi dalle pareti, tappezzate in ogni centimetro dai coloratissimi disegni di Alice. E’ stata esclusivamente lei a realizzarli, firmandosi col doppio nome di Alice Nelly, mentre il fratello preferiva firmare le sue statue col cognome di famiglia. Nella piccola cucina adiacente all’ingresso, un caminetto e una piccola stufa a legna sopperivano alla mancanza di elettricità nei giorni più rigidi. Il fornello elettrico deve essere stato un retaggio del loro passato, così come i due televisori, dipinti con i volti di Pavarotti e Katia Ricciarelli. Del resto, perché ricorrere al televisore quando sei già nel mondo delle fiabe?

Un’altra costante della casa sono gli specchi, disseminati in ogni angolo. Alice li raffigurava molto anche nei suoi dipinti. Pur essendosi ritratti più volte, sia con le tempere che con lo scalpello, non esistono foto della coppia in casa. Conosciamo i loro volti solo tramite Google Immagini, che ci fornisce una fotografia in bianco e nero dei fratelli in posa davanti all’ingresso di casa.

Anche la storia del padre di Alice e Nelly è stata distorta dalle leggende. Si narra che fosse una spia al soldo dei tedeschi durante il secondo conflitto mondiale e che, dopo la liberazione da parte degli Alleati, decise di ritirarsi in questa casa di campagna. In realtà si erano sì trasferiti in questa casa dopo il termine della guerra, ma soltanto con la madre, perché il padre era morto folgorato mentre lavorava su una linea elettrica dell’alta tensione: di qui il rifiuto della madre di dotarsi di una linea elettrica, pienamente abbracciato dai figli. E alla madre, che desiderava si sposassero tra loro, dovevano essere fortemente legati. A lei è dedicato il mazzo di fiori dipinto in una stanza del piano superiore, contornato dalla scritta “solo per mamma”.

Attualmente la casa è in totale stato di abbandono e degrado, anche se i suoi guardiani, sull’attenti sui loro piedistalli, continuano a vigilarla come se i due fratelli dovessero rincasare da un momento all’altro. E tra le tante statue del giardino, le più commoventi sono nascoste nella vegetazione. Una coppia di amanti si scambia un bacio appassionato, incorniciata da rovi e piante di fico. Forse i due fratelli sono riusciti ad esaudire il sogno della madre, in un modo o nell’altro. 

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Fotografa professionista, esploratrice incallita e amante della storia e delle storie che anche il rudere più anonimo può raccontare. Profilo Facebook : LINK

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