Dal cemento alla ruggine: la cava dismessa della Francigena

Una distesa di ruggine e ferraglia, in contrasto stridente con la cornice ambientale circostante, è quella che si presenta ai piedi di questa montagna, raggiungibile lungo un tratto della Francigena.

In una zona ad alta vocazione industriale, che la crisi ha messo duramente in ginocchio, l’ennesima chiusura di un centro di estrazione e lavorazione del cemento non giunge inaspettata.

Nulle le informazioni sul web di questa piccola fabbrica di periferia ma, mai come in questi casi, sono i dettagli a raccontare una storia che sa svelarsi soltanto ad un occhio attento.

Calendari, blocchetti di ricevute e documentazione varia ci aiutano a mettere un primo tassello sulla linea cronologica: il 2015 è il terminus post quem per fissare l’abbandono dell’impianto. Ecco perché la cava conserva intatti tutti i macchinari, i dispositivi di protezione e gli strumenti impiegati per le quotidiane operazioni.

Tra mastodontici silos e nastri trasportatori, valvole e cilindri dentati, pulsantiere e tubi metallici, la sensazione è quella di essere immersi in uno scenario distopico post industriale, reso ancora più drammatico dalla sua imponente scenografia rocciosa.

Nonostante il libero accesso, l’esplorazione non è del tutto indolore. I cumuli di calce viva, che si polverizzano al primo soffio di vento, prendono alla gola rendendo l’aria irrespirabile. Ma nulla potrebbe farci desistere in questo enorme parco giochi di metallo deforme e lamiere sradicate.

Negli uffici, nelle sale controllo e nei grandi capannoni dediti alla lavorazione della materia grezza, tutto è rimasto silenziosamente al suo posto. Eppure, lo scorrere del tempo è una presenza ingombrante. Lo si avverte nelle scale corrose dalla ruggine, nella vegetazione che inizia a farsi strada sull’asfalto e nel velo di polvere presente su ogni cosa.

Se, come stabilisce la Costituzione, la nostra Repubblica è fondata sul lavoro, quest’ennesimo caso di archeologia industriale testimonia il triste epilogo di migliaia di aziende e famiglie private di un futuro sicuro.

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Fotografa professionista, esploratrice incallita e amante della storia e delle storie che anche il rudere più anonimo può raccontare. Profilo Facebook : LINK
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