Disco Inferno

A metà strada tra una pinacoteca e una chiesa gotica, questo locale chiuso da diversi anni non ha nulla che possa far pensare ad una discoteca nel senso classico del termine.

Luci strobo e arredamento tamarro hanno lasciato il posto a salottini sofisticati, abbelliti dalle opere di artisti del Rinascimento e delimitati da colonnine sorrette da putti. A sovrastare la pista da ballo, un enorme lampadario circolare in metallo, di quelli che non sfigurerebbero in un castello medievale, mentre l’organo e i confessionali al piano superiore sembrano presi in prestino ad una cattedrale gotica.

 Chiusa all’incirca nel 2014, questa discoteca era il completamento della pizzeria adibita a bottega del Cinquecento, che ha subìto la sua stessa sorte. In estate attirava parecchi avventori, sia tra i frequentatori della pizzeria, che tra i giovani del posto.  Una multa multimiliardaria per abuso edilizio ha posto fine al sogno visionario di questo imprenditore, che è tornato a dedicarsi alla sua passione di sempre: la birra artigianale.

E’ di pochi giorni fa la notizia che avanza l’ipotesi della riapertura dell’intero complesso, ma per conoscerne il destino bisognerà attendere l’esito dell’asta fallimentare.

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