Il convento abbandonato che continua a bruciare

 

Spesso sono proprio le cose che abbiamo davanti agli occhi tutti i giorni quelle che tendiamo ad ignorare più facilmente. Eppure questo complesso mastodontico in pieno centro urbano non passa assolutamente inosservato.

Inaugurato nei primi anni ’20 del Novecento come convento di suore con annesso collegio femminile, doveva essere concepito, secondo il piano regolatore dell’epoca, come una vera e propria cittadina. E, stando ai suoi 17.000 m², ci si avvicina di molto. Durante il secondo conflitto mondiale, il collegio divenne Scuola di addestramento della Regia Aeronautica e, in un secondo momento, comando tedesco. Il bombardamento degli alleati nel 1943 portò alla parziale distruzione degli edifici e all’utilizzo delle restanti strutture come rifugio per gli sfollati. Fino agli anni ’60 fu, in effetti ricovero di disagiati e senzatetto, anche se una modesta parte riuscì ad essere recuperata e riutilizzata per l’edilizia cittadina.

 Molti progetti volti alla salvaguardia di questo prezioso complesso architettonico – urbanistico si sono succeduti nel corso degli anni, fino all’acquisto nel 2016 da parte di un privato, che però non è ancora intervenuto.

Le macerie e l’incolto che stanno prendendo piede nella struttura, nascondono una bellezza tutt’altro che indifferente, a partire dalla splendida cappella, che mostra ancora i segni del bombardamento nelle porte murate. E’ facile perdere l’orientamento negli infiniti corridoi di questo convento. Nessun punto di riferimento può venire in aiuto: tutte le stanze sono per lo più vuote – se non date alle fiamme – e delle aule studio, della biblioteca, della palestra, del teatro, delle sale da pranzo e dei dormitori non resta nemmeno una targa affissa sui muri.

Nonostante ciò, qualche altro visitatore deve aver trovato ugualmente qualcosa su cui scagliarsi: il fumo proveniente dal cortile interno è asfissiante. Questo un tempo doveva essere un bel giardino in cui i ragazzi giocavano spensierati ma oggi, preda dell’incolto e dei roghi, è meta di vandali e sbandati.

Difficile, allo stato attuale, portare alla luce la sua bellezza nascosta, ma il suo fascino decadente continua ad attrarre decine di curiosi.

 

 

 

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Fotografa professionista, esploratrice incallita e amante della storia e delle storie che anche il rudere più anonimo può raccontare. Profilo Facebook : LINK

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