La villa del dottore

Non c’è una villa che possa vantare più soprannomi nelle mappe urbex di quella che si trova nelle campagne emiliane: da villa del medico impazzito a villa dei pavoni, da villa del sombrero giallo a villa dei misteri.

Del dottore impazzito non abbiamo nessuna prova ma si sa, la fantasia degli esploratori stupisce sempre. Qui abitava invece un rinomato e stimato medico, votato alla scienza. Ci sono però i pavoni, che si aggirano nei campi circostanti, e il sombrero giallo, ovvero il divanetto circolare verde lime che è l’oggetto più fotografato della casa. Di misteri invece ce ne sono molti, su tutti il motivo e l’anno di abbandono della villa.

L’eclettica villa del dottore venne fatta costruire sul finire dell’Ottocento da un facoltoso possidente terriero della zona, piuttosto in vista nel panorama culturale e sociale dell’epoca. Nel corso della Seconda Guerra Mondiale venne temporaneamente adibita ad ospedale militare e, nel 1944, fu occupata da 300 tedeschi appartenenti alla divisione paracadutisti.

Tantissime le foto e i documenti sparsi per i due piani della villa del dottore, così come gli strumenti di lavoro del dottore: scatole di medicinali, flaconi di pillole, fialette, ricette, stetoscopi e un tavolo da lavoro con tanto di ossa e strumenti di misurazione. E tantissimi anche gli affreschi, che abbelliscono persino i sottoscala. Fra i trattati scientifici sparsi nella casa, fanno capolino tantissime cartoline e polaroid, che testimoniano l’interesse del proprietario per i viaggi e la fotografia. Stando sempre alle foto e ai riconoscimenti appesi alle pareti, il dottore viaggiava molto per tenere conferenze e convegni, ecco spiegato il perché delle tante valigie.

Negli armadi trovano ancora spazio gli abiti vintage della moglie, splendidamente conservati. I cassetti dei comò ancora custodiscono i guanti di seta, le pochette di cuoio e le scarpe in vernice simbolo di una femminilità d’altri tempi. Curiosamente, non si trovano foto della signora appese alle pareti, ma solo tanti ritratti del dottore. Sei le stanze da letto, dove soggiornavano le tre figlie del dottore ed eventuali ospiti.

Osservando le foto più recenti, e tenendo in considerazione le date delle ricette, possiamo supporre che sia stata abbandonata negli anni ’70.

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Fotografa professionista, esploratrice incallita e amante della storia e delle storie che anche il rudere più anonimo può raccontare. Profilo Facebook : LINK

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