Nella reggia del cardinale

Tra i tanti tesori dimenticati d’Italia, questo piccolo gioiellino di arte rinascimentale è tra quelli che suscitano maggiore malinconia.

Lascia sgomenti pensare che questo palazzone tetro e diroccato fino a vent’anni fa fosse uno sfarzoso polo museale. Oggi, parzialmente crollato e oggetto di lavori di messa in sicurezza, non cessa di stregare per la sua bellezza decadente. Il suolo, un tempo calpestato da turisti e visitatori, oggi traballa sotto i nostri incerti passi come un materasso con le molle. Ma la curiosità di esplorarlo, ancora una volta viene prima di qualsiasi precauzione.

Realizzato nella seconda metà del XVI secolo su commissione di un cardinale trentino, questo palazzo doveva competere in bellezza con le altre residenze extraurbane di vescovi e cardinali di cui la zona è ricca. Abbellito da splendidi giardini e bizzarre fontane, non aveva certo nulla da invidiare ai palazzi dei Farnese e degli Orsini. Il suo destino è stato però un altro. Oggi, le statue e le vasche fanno fatica ad emergere dalla selva che si è venuta a creare nei decenni di abbandono. I rovi hanno iniziato a ricoprire anche il cancello monumentale in pietra, appena visibile attraverso la fitta nebbia che stringe il palazzo in un freddo abbraccio.

La magnificenza degli esterni è solo il preludio a quello che si cela al suo interno. Anche se spogliato delle ricche suppellettili originali, gli ambienti del palazzo mantengono ancora la loro aura nobiliare. Tra soffitti a cassettoni, porte intarsiate con lo stemma di famiglia, bagni in marmo e volte affrescate, sembra di muoversi in un reggia principesca. A cogliere di sorpresa è però l’enorme salone di rappresentanza al piano superiore. Rivestito da uno stencil rosso con impresso lo stemma di famiglia, è dominato da un maestoso camino in peperino rosa. Nella stanza adiacente, si apre una piccola cappella privata con un altare in marmo, molto precaria perché a ridosso dell’ala crollata.

Impossibile approfondire la visita a causa dei crolli avvenuti nel 2015 che, fortunatamente, hanno visto la sensibilizzazione dell’opinione pubblica in merito alla tutela di questo vasto patrimonio. I lavori attualmente in corso potrebbero portare nuovamente alla luce questo tesoro trascurato.

 

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Fotografa professionista, esploratrice incallita e amante della storia e delle storie che anche il rudere più anonimo può raccontare. Profilo Facebook : LINK