Il ristorante che non decolla

«Il mio sogno sarebbe stato quello di creare un locale sui due aerei, riservato a ragazzi e anziani che non sono mai saliti a bordo. Per dieci anni ho lavorato come responsabile in due case di riposo. Ancora adesso mi ricordo che tanti vecchietti, quando vedevano in cielo un aereo, mi dicevano gli sarebbe molto piaciuto salirci».

Queste le parole dell’ex proprietario, che nel 2000 inaugurò due ristoranti all’interno delle cabine di un Douglas DC-6 e un Tupolev TU-134 A. L’idea dell’imprenditore era davvero faraonica, tanto che i due velivoli erano soltanto una delle tante attrazioni da lui volute per attirare clienti. Sotto le loro ali, una piscina, una discoteca gotica e un ex casolare di campagna allestito a mo’ di bottega rinascimentale.

Per un periodo quest’attività fu anche piuttosto frequentata, ma la crisi e gli enormi costi di mantenimento e gestione l’hanno fortemente messa in crisi. Il crollo definitivo è imputabile ad una multa multimilionaria dovuta ad abuso edilizio, che ha mandato l’intera struttura all’asta.

L’accesso sugli aerei avviene tramite traballanti scale d’imbarco. Sui tavolini ancora posaceneri, bicchieri e qualche consunto menù. Nella cabina di comando i pannelli di controllo sono ancora integri. Merito anche degli allarmi (stavolta non funzionanti) che hanno contenuto l’afflusso di ladri e vandali.

E’ di pochi giorni fa la notizia secondo cui un privato sarebbe interessato a rilevare l’intera struttura. Prima di ogni ulteriore ipotesi, però, sarà necessario attendere l’asta fallimentare del locale.

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Fotografa professionista, esploratrice incallita e amante della storia e delle storie che anche il rudere più anonimo può raccontare. Profilo Facebook : LINK

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