Tra rosari e cartamodelli nella casa della sarta

L’ex proprietaria da tempo non varca la porta di questa casa. Eppure, c’è ancora tutto a parlare di lei.

Le pile di cartamodelli ingialliti, i gomitoli aggrovigliati, le cassette di aghi e fili tracciano il ritratto di una donna affascinata dal cucito e dalla moda. Gli aghi della sua Kohler, che un tempo davano forma alla sua creatività, ora sono paralizzati dalla ruggine. Le uniche trame a prendere vita sono quelle delle ragnatele che ricoprono ogni oggetto della sua casa.

Ma la sartoria non era l’unica passione della donna. Il suo amore per gli animali la portava ad abbracciare la causa animalista nel contrasto alla caccia e nella difesa di tutte le specie.

La fede era il suo conforto dalle ingiustizie del mondo. I rosari, i santini e i crocifissi ci raccontano di una donna estremamente devota, che probabilmente recitava la novena nella stessa stanza dove sono ancora accatastati i suoi libri di preghiere.

Doveva anche essere una viaggiatrice moderna a giudicare dalla quantità di guide turistiche straniere e dalle valigie accatastate pronte per una nuova destinazione.

Del triste epilogo del suo piccolo focolare non sappiamo nulla. La casa sta lentamente collassando portando via con sé quel poco che resta del suo mondo.

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