Uno strike nel buio

 

In genere il bowling ha sempre avuto su di me la stessa attrazione della sagra della coratella per un vegano. Ma c’è sempre una prima volta, e potrebbe quasi sembrare un sabato pomeriggio da persone senza particolari devianze, se solo la sala da bowling in questione non fosse abbandonata da qualche anno.

Definirla così sarebbe però riduttivo se pensiamo che quest’enorme struttura ospitava anche una sala da biliardo, un pub e una discoteca.

Quello che impressiona di più è vedere come tutto sia rimasto come se fosse appena terminato il servizio serale. I cestini sono ancora pieni di bottiglie e lattine, le stecche e le palle da biliardo sono disposte disordinatamente sui tavoli, le scarpe da bowling sono sparse a ridosso della pista e molti alcolici al bancone del bar sembrano pronti in attesa di essere serviti. E anche se su alcuni tavoli compare ancora il cartellino “riservato”, nessun cliente verrà alla porta stasera.

Molto particolare lo stile del pub all’americana, con un vero e proprio ring sopraelevato dove sono disposti alcuni tavoli. La nostra ingenua curiosità ci porta a testare lo spillatore delle birre, da cui fuoriesce una brodaglia che ricorda molto il caffè dato in omaggio da Ikea.

Glam ma sobria la pista da ballo, anche questa endorserata Ikea, che fino a qualche anno fa era regina incontrastata della movida della zona.

Rimasugli di feste al piano superiore, dove sono stipati disordinatamente negli scatoloni addobbi natalizi, travestimenti di halloween e festoni di compleanno. Molto rassicurante lo scatolone “tombe”, contenente lapidi personalizzabili in polistirolo, che possono sempre tornare utili nell’attività dell’urbex (o come regalo gradito alla suocera).

L’attività dovrebbe aver chiuso intorno al 2016 e, pur essendo attualmente in vendita, stupisce che ancora non sia stata presa d’assalto dai soliti casi umani desiderosi di movimentare le proprie esistenze.

 

 

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Fotografa professionista, esploratrice incallita e amante della storia e delle storie che anche il rudere più anonimo può raccontare. Profilo Facebook : LINK

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