Uno strike nel buio

Quando si trovano posti così intatti è impossibile non restare sopraffatti da un mix di stupore ed incredulità.

In una desolata periferia industriale, quest’enorme struttura che ospitava un bowling, una sala da biliardo, un pub e una discoteca, era uno dei pochi punti di riferimento dei giovani della zona.

L’attività dovrebbe aver chiuso intorno al 2016, anche se solo temporaneamente com’è tuttora indicato, e stupisce che ancora non sia stata presa d’assalto dai rigattieri del settore.

Lo stile richiama molto quello dei bar all’americana degli anni ’60, con un vero e proprio ring sopraelevato dove sono disposti alcuni tavoli. Le sedie sono ancora accatastate come se fosse appena terminato il servizio di pulizia e i menu sono disposti ordinatamente in attesa dei prossimi ordini. Purtroppo, dallo spillatore delle birre fuoriesce soltanto una brodaglia che ricorda molto il caffè dato in omaggio da Ikea.

In stile glam, la pista da ballo nella sala adiacente, che ha visto ospiti illustri del panorama disco italiano. C’è ancora qualche rimasuglio di festa sui divanetti argentati e alcolici sparsi disordinatamente sul bancone.

Quello che impressiona di più è vedere come tutto sia rimasto come se fosse appena terminato il servizio serale. I cestini sono ancora pieni di bottiglie e lattine, le stecche e le palle da biliardo sono disposte disordinatamente sui tavoli, le scarpe da bowling sono sparse a ridosso della pista e molti alcolici al bancone del bar sembrano pronti in attesa di essere serviti. E, anche se su alcuni tavoli compare ancora il cartellino “riservato”, c’è da credere nessun cliente verrà alla porta stasera.

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Fotografa professionista, esploratrice incallita e amante della storia e delle storie che anche il rudere più anonimo può raccontare. Profilo Facebook : LINK

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