Tra gli affreschi dell’ex lazzaretto

Da villa nobiliare a lazzaretto, fino a rudere pericolante, la storia di villa M. ha visto un’ineluttabile discesa verso l’oblio e l’abbandono.

Realizzata nel 1761 da una famiglia nobiliare di origine francese che aveva realizzato una fortuna grazie al commercio, divenne ben presto una delle residenze più sfarzose di quest’angolo della Toscana. Prima di essere ceduta al Comune in epoca moderna, ospitò anche i malati colpiti dall’epidemia di febbre spagnola a inizio Novecento. Nel secondo dopoguerra fu adibita a casa colonica e, nel corso degli anni ’80, venne acquistata dal Comune. E’ proprio in questo periodo che inizia il suo declino. A nulla sono valsi i tentativi delle amministrazioni comunali per ottenere finanziamenti da destinare a interventi di riqualificazione.

Nascosta agli occhi del viaggiatore da filari di cipressi e rovi cresciuti selvaggiamente, risulta sconosciuta anche a tanti residenti. Lungo la breve stradina di campagna che conduce sotto le sue mura, solo un vecchio cartello segnala la presenza di questa villa storica. Cartello che mette in guardia il visitatore dal volerla esplorare: la struttura è decisamente pericolante, e anche le poche puntellature allestite per una messa in sicurezza sbrigativa hanno fatto il loro tempo. Ma basta non lasciarsi intimidire per scoprire un gioiello di rara bellezza, eppure dimenticato.

All’interno del piano nobile al quale si accede da una scala scenografica, le antiche decorazioni riescono ancora a emergere dall’intonaco dai colori pastello; intonaco che si sta inesorabilmente sgretolando così come le torrette in stile neogotico con pietre a vista. Gli affreschi si contrappongono ai più recenti graffiti, segni di recenti frequentazioni di quei saloni dai soffitti a volta o a cassettoni. Al piano terra invece, rifiuti, scarti edili, contenitori di vernici abbandonati, sedie rotte, calcinacci ovunque. Il portone d’accesso è stato sfondato più volte; le torrette che portano al giardino superiore, si stanno sgretolando così come la piccola cappella con pareti e soffitti decorati da affreschi tardo barocchi.

 Se nessun privato si farà avanti nel breve termine, sarà difficile immaginare un futuro per villa M.

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Fotografa professionista, esploratrice incallita e amante della storia e delle storie che anche il rudere più anonimo può raccontare. Profilo Facebook : LINK

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