Le terme del Granduca

Serrati da vecchie impalcature arrugginite, questi edifici neoclassici sembrano degli antichi templi in attesa di restauro.

Eppure, questo enorme parco ridotto ad una selva di sterpaglie, una volta ospitava uno dei complessi termali più prestigiosi della Toscana. Gli sfarzi sono ormai visibili solo nelle foto d’epoca, quando anche le star del jet set si accalcavano per trascorrere qui un weekend all’insegna del relax. Di quel periodo d’oro è rimasto ben poco, ma le sedie e i tavoli accatastati sotto il loggiato, e i riflettori che penzolano dal soffitto a cassettoni, ricordano il suo recente passato come discoteca.

La scoperta di una sorgente risale ai primi anni dell’Ottocento. Inizialmente dovevano essere addirittura sette, e tre di loro si sentono ancora scorrere al di sotto del grande sarcofago liberty all’interno del tempio termale. Utilizzato inizialmente come stabilimento privato, divenne ben presto aperto al pubblico, tanto da diventare uno dei più rinomati luoghi di cura, relax e anche incontro della cittadina termale, sede di dibattiti culturali e concerti. L’edificio ottocentesco aveva l’aspetto di un castello neomedievale, con tanto di ponte levatoio e torre, quest’ultima ancora presente.

Qui, il Granduca di Toscana era solito trascorrere lunghi soggiorni con la propria famiglia, favoriti dalla vicinanza con la palazzina regia. Narra la leggenda che alle terme ebbe anche un’amante, la contessa proprietaria dello stabilimento, che venne sepolta al di sotto della cappella neogotica immersa nel giardino inglese.

Il parco è il vero fiore all’occhiello di questa struttura. Sembra appositamente studiato come un autentico percorso di rinnovamento e recupero energetico. Attraversato da un ruscello, che un tempo doveva culminare in un delizioso laghetto con cigni, era arricchito in ogni angolo da statue e fregi pregni di simbolismi. Da qui partono anche i sotterranei, irti di cunicoli e sale ipogee.

Per tutto il IXIX secolo divenne proprietà dei discendenti degli zar, che qui tenevano cerimonie religiose secondo il rito ortodosso. L’aspetto odierno si deve ai rifacimenti di inizio Novecento, quando venne ampliato, dotato di nuovi servizi igienici e di un ampio loggiato neoclassico.

L’età contemporanea fu decisamente meno fortunata. Dopo diversi cambi di gestione, le terme videro la chiusura definitiva nel 2008. Nessun tentativo di recupero ha potuto ridare a questo luogo magico l’attenzione che avrebbe meritato.

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Fotografa professionista, esploratrice incallita e amante della storia e delle storie che anche il rudere più anonimo può raccontare. Profilo Facebook : LINK

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