L’albergo senza prenotazioni

Ha un arredamento piuttosto kitsch e improvvisato, e la sua posizione panoramica sull’Autostrada del Sole di certo non aiuta. Riesce difficile credere che qualcuno sia riuscito a riempire i due piani di questo albergo.

Ma qualcuno di certo ancora alloggia qui. Almeno per la notte e, sicuramente, senza passare dalla reception. Al piano terra, un grande ristorante con tavoli ancora provvisti di tovaglie e vasi di fiori, rigorosamente finti. Qualcuno ha curiosato tra le tante scartoffie svolazzanti. Da qui si riesce ad intuire il motivo della chiusura: il nuovo proprietario, al momento dell’acquisizione, fu coinvolto in un grosso raggiro, attuato niente meno che da un candidato sindaco di Roma. Quest’ultimo fu condannato a 6 mesi di reclusione e a diverse migliaia di euro di risarcimento.

Scandali giudiziari a parte, l’albergo non godette mai di una buona fama. Nel 2011, ancora in piena attività, le recensioni su internet lamentano un giardino vasto ma incolto e una struttura superata e senza manutenzione. C’è da supporre che la sua chiusura sia stata di poco successiva.

Chiusura che deve essere stata piuttosto improvvisa, se nelle padelle sui fornelli in cucina c’è ancora l’olio per friggere. The, tisane, spezie e liquori sono ancora riposti nella credenza. Vicino, le divise del personale dai gilet in raso ricamati con filo dorato.

Nelle stanze regna invece l’anarchia cromatica. Non c’è mai uno stile affine all’altro, un colore o una trama che si armonizzi con l’altra. Letti e arredamento sono sempre diversi. Sia le suite matrimoniali che le camerate, dovevano essere piuttosto spartane a livello di servizi. Dal balconcino di una di queste si scorgono dei riflessi provenienti dal parco esterno. Sono i raggi del sole che sta tramontando dietro gli alberi, che si riflettono in uno stagno circondato da bambù, ormai inavvicinabile a causa dei rovi.

A fare compagnia a questo albergo sfortunato, i senzatetto che hanno trovato riparo nelle poche stanze ai piani superiori risparmiate dalla muffa.

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Fotografa professionista, esploratrice incallita e amante della storia e delle storie che anche il rudere più anonimo può raccontare. Profilo Facebook : LINK

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